http://www.savonanews.it/2015/02/05/leggi-notizia/argomenti/attualit/articolo/da-tirreno-power-a-volontario-per-i-piu-bisognosi-viaggio-intorno-al-mondo-e-alla-scoperta-di-se.html
Questo blog nasce per raccontare le avventure che vivro' durante il mio vagare in giro per il mondo a piedi. Partenza da Kathmandu',il resto si pianifichera' vagando,un pellegrinaggio alla ricerca di me stesso,spinto da un irrefrenabile sete interiore di ricerca e convinto per esperienze di vita che ATTRAI CIO' CHE SEI. L'odierna societa ci incatena con paure e limiti,divieti e regole,anestetizzando il nostro vero essere al fine di reprimere sino a spegnere il nostro Bambino interiore
Namaste'
sabato 7 febbraio 2015
Happy Siphal su Savona News.it
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mercoledì 4 febbraio 2015
Happy Shipal,un altra Kathmandu
Ho sempre sentito dentro me sin dall’infanzia una spinta all’osservazione del mio prossimo,da che ho memoria ho sempre avuto un dilemma dentro,se fosse possibile immedesimarmi a tal punto nel mio prossimo da sentirmi a tutti gli effetti lui e provare cio’ che esso prova così da poter vedere attraverso gli occhi e i sensi di un altro lo scorrere della vita e il significato di essa.
Da bambino io come penso ogni bambino in quanto ancora puro e senza condizionamenti,provavo un certo senso di compassione verso i senza tetto che cercavano riparo fuori dalla chiesa che frequentavo,mi ricordo che quando avevo qualcosa che mi avanzava della paghetta gli compravo un panino e una bottiglia d’acqua e gliela portavo sotto la chiesa,alcuni lo accettavano con gioia altri con gentilezza anche se poi crescendo capii che alcuni avrebbero preferito il denaro per un cicchetto o altro.
Ho sempre sognato in me di poter essere d’aiuto al mio prossimo,per dirla con le parole di un grande pensatore ben poco preso in considerazione dalla nostra societa’,che rispetto e del quale condivido molti concetti e gran parte della sua visone,Robert Nesta Marley, famoso al mondo come Bob Marley,egli affermo’ più volte che :se la mia vita e’ fine solo a me stesso,non ha senso per me,la mia vita e’ per il mio prossimo.
Kathmndu sconvolgendo ogni mio piano e aspettativa creatami mi ha mostrato il modo di poterlo fare in maniera diretta e senza intermediari di cui non si sa’ mai se fidarsi realmente o no.
Al terzo giorno del mio cammino ho conosciuto Marco,qui per affari e molto di piu’.
La compagna di Marco, Anna ha creato in memoria di un familiare mancato in Kathmandu L’Associazione 17, che si occupa di raccoglier fondi e aiuti per i bambini nepalesi,nello specifico, loro attraverso anche il loro negozio KarmaShop di Vittorio Veneto dove si possono trovare articoli e accessori Nepalesi e Tibetani fatti a mano,raccolgono denaro che poi vengono a spendere di persona alla Home Children Protection School Sihpal nel quartiere di Siphal a Kathmandu ,soldi spesi in beni di prima necessita come cibo,vestiario e il necessario per l’igiene personale o per attrezzature e bisogni scolastici dei bambini come quaderni,penne,matite e pennarelli.
Stanno,con molte difficolta’ dovute alla mano d’opera locale con i propri ritmi,facendo costruire un lavatoio al coperto,io e Marco personalmente abbiamo sistemato l’impianto del gas della cucina perché,da anni costretti a tenere la finestra aperta nella stanza dove tengono le 3 bombole che alimentano i fornelli per via del forte odore di gas dovuto a tubi e ai raccordi marci e totalmente senza teflon o canapa come guarnizioni.
Passare intere giornate nel dedalo di viuzze del mercato di Siphal o di altri quartieri non turistici,dove l’inglese non si sa’ cosa sia,nei veri mercati affollatissimi di soli asiatici,per acquistare anche solo 2 pentole a pressione dopo ore di contrattazione fatte da Neitra,un ragazzo ex studente della scuola che ora si occupa di gestire al suo meglio la struttura,e’ stata un esperienza rivelatrice sopratutto per capire piu’ a fondo questo miscuglio di etnie sche forma il popolo Nepalese.
Un popolo che prima di tutto mette la lentezza e la calma della tranquillita' avanti a tutto anche negli affari,percio' assisti a scene di ore e ore di discorsi incomprensibili per scegliere 50 paia di ciabatte per i bambini o mezze ore intere per decidere tra la biro A e la biro B dovendone acquistare centinaia,o per assurdo il falegname,al quale ordinare le tavole di legno su cui appoggiare i materassi dove dormono i bambini,che per giorni interi o non si riesce a trovare o dice un ora e poi non si vede.
Vedere gli occhi e il sorriso di quei 30 angioletti Nepalesi intenti a prendersi ognuno qualche cioccolato e qualche caramella in maniera rispettosa l’uno dell’altro fa’ esplodere dentro una gioia e delle profonde riflessioni che sono davvero difficili da descrivere a parole almeno per me e con il mio personale vocabolario.
Mentre aspettavano il proprio turno per scegliere le ciabatte nuove,dove le femminucce cercavano quelle più appariscenti e i maschi quelle con le stampe delle squadre di calcio,mentre mangiavano per la prima volta la pizza italiana portata da Marco e me una sera e ancor di piu’,nel momento per me piu’ appagante e pieno di gioia,la serata in cui abbiamo cucinato 7 kg di pasta al pomodoro,soprattutto per il continuo cercare un contatto fisico e non ,mi sono reso conto che io personalmente ho dato per scontato molte cose nella mia vita,molte comodità e piaceri che avendoli avuti per diritto di nascita in una famiglia occidentale ho giudicato incessantemente negli ultimi anni,ma sono grato di essermene ora reso conto.
Questi bambini sono figli di carcerati,molti di loro non vedono i genitori da talmente tanto tempo che non ne hanno memoria mentre alcuni hanno famiglie così povere che non potendo occuparsi di loro li affidano a questa struttura,dove almeno un the' alla mattina,2 pasti al giorno a base di riso e ortaggi e un minimo di istruzione riesce a dargliela.
Loro hanno comunque sempre il sorriso in viso,una gigantesca voglia di vivere e la gentilezza che mettono in ogni gesto che fanno e’ disarmante per la mia mente occidentale che si impersonifica in loro.
Mi sono reso conto della fortuna che ho avuto ad avere un padre,una madre e una sorella al mio fianconella mia vita,una compagna che mi e’ stata affianco per 11 anni,alla quale tuttora devo gran parte di cio’ che sono.
A questi bimbi non c’e’ nessuno a dargli la buona notte la sera,una carezza al mattino,o semplicemente a dirgli ti voglio bene,questi bambini sono soli al mondo e l’unica fortuna che hanno rispetto ai bimbi Nepalesi di strada,che nell’eta alla quale noi giochiamo con le macchinine loro per far fronte alla realtà della loro vita si fumano la colla e vivono ai bordi delle strade,e’ che esistono persone come Neitra,Marco,Anna e altre persone di tutto il mondo conosciute qui che rendono possibile l’esistenza di centri come la Shipal Home Children Protection School.
Le Persone a Kathmandu sono talmente tante che se ognuno sistemasse davanti ai propri piedi, Kathmandu non avrebbe nulla da invidiare alle più efficienti citta' del mondo,ma qui la cultura e la storia di vari popoli fondendosi ha dato vita a uno stile di vita dove,sicuramente a turno ci si spacca in 4 la schiena trasportando su e giu' sulle spalle mattoni tutto il giorno,ma per la maggior parte la gente vive in maniera molto molto rilassata e a ritmi molto più lenti e pacati rispetto alla nostra abitudine occidentale.
Questo e il fatto che vivano in uno stato di povertà e miseria che e’ impressionante per i nostri canoni farebbe pensare subito al fatto che siano un popolo sfaticato ma osservando più attentamente ci si puo’ rendere conto che e’ prettamente una questione di usanze e di cultura.
In fondo noi ci riteniamo normali perché siamo abituati a ritenerci tali,ma che cosa e’ la normalita’?
Io nel tempo ho capito che nella nostra societa’ la definizione di normalita’ e’ semplicemente il fare parte del gruppo piu’ numeroso,che essendo tale puo’ far predominare le sue idee.
Ma per esperienza personale ritengo che 99 volte su 100 sia proprio il singolo,o il gruppo meno numeroso a portare luce e speranza negli animi delle altre persone,alla fine ogni rivoluzione o grande cambiamento e’ partito da piccoli gruppi che nel tempo hanno attirato a se’ le masse e cosi’ portato il cambiamento.
In soli 13 giorni al fianco di Marco e di Neitra a comprare i beni piu’ importanti e necessari alla scuola,mi sono reso conto che il popolo Nepalese e’ tanto bisognoso di ricevere quanto desideroso di donarsi al suo prossimo,donare la propria cultura e la propria visione della vita.
Una visione non basata sul materialismo come da noi in occidente ma bensì basata su un filo comune di spiritualita’ che tutti ci accomuna e cioe’ la nostra parte divina interiore,quella che se usata con coscienza puo’ fare la differenza tra sopravvivere e vivere la vita a prescindere se con un Bmw o con un carretto trainato da buoi,sia con la villa con piscina che con la casa in mattoni d’argilla e intonaco in terra.
Si perche il nepal e’ anche un occhio sul nostro passato,un passato di agricoltori residenti in piccole comunità autonome dove ognuno faceva qualcosa e insieme si era provveduto ai bisogni di tutti,comunita’ basate sull’autosufficienza e l’autoproduzione,con saperi e mestieri a noi oramai quasi del tutto andati perduti e che potrebbero fare la differenza se riscoperti dalla nostra societa’ consumista oramai al collasso.
Spero di trovarvi in accordo con me quando dico che in un pianeta come il pianeta Terra,che ha una sua dimensione e massa precisa e finita,applicare un sistema che come primo scopo e bisogno primario ha un espansione continua illimitata ed esponenziale,sia una follia che solo la mente umana poteva creare.
Come basta riflettere un attimo per capire che se piscio contro vento mi bagno,cosi’ a tutti noi,se non fossimo incessantemente tartassati da ogni sorta di input sensoriale esterno atto a creare in noi delle divisioni,basterebbe un attimo di totale e sincera riflessione per capire quale strada disastrosa e senza possibilita’ per le generazioni future ha preso la societa’ occidentale da 200 anni a questa parte.
Mi rammarico nel vedere che ovunque io sia stato nel mondo non occidentalizzato le nuove generazioni nutrono per lo piu’ la speranza di avere uno stile di vita occidentale,questo ovviamente perché la macchina consumistica occidentale tramite i media e’ brava almeno quanto le religioni a fare proseliti con vane promesse e sogni presto disillusi.Ma sono convinto del fatto che ci sia una motivazione ben precisa per tutto questo,e che sempre più persone si rendano conto che e’ più importante e personalmente appagante donare e donarsi piuttosto che cercare di tenere per se’ il piu’ possibile,in fondo se tutti donassimo sinceramente,tutti riceveremmo doni continuamente,che meraviglia sarebbe la vita cosi’!
Se volete contribuire anche voi per bimbi di Shipal, contattate su Facebook Anna Toffolati e Marco Albin o scrivete alla pagina fbk KarmaShop..
Tasci Dhelek e Un abbraccio dal Nepal a tutti !!
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Siphal
Ubicazione:
Katmandu 44600, Nepal
mercoledì 28 gennaio 2015
Kathmandu,da sogno a realta'.
La prima cosa che si vede atterrando all’aeroporto di Kathmandu,una volta scesi dalla navetta che porta dall’aereo al terminal dove sbrigare le pratiche per il visto,e’ la statua di Shiva, divinita’ indu’ che insieme a Brahma e Vishnu formano la triade nella dottrina induista,posizionata li come un primo assaggio della profondità religiosa di questo popolo.
Si procede compilando i moduli per l’ottenimento del visto nepalese,che oggi si ottiene per meta’ attraverso i computer dell’aeroporto,una volta ottenuto la Visa per i giorni richiesti ”nel mio caso 90 giorni” ci si trova di fronte alla porta automatica che da’ sul piazzale esterno l’aeroporto la quale una volta aperta ti proietta magicamente in un nuovo mondo.
Kathmandu e’ davvero tante cose e il contrario di tutte,vieni trasportato indietro nel tempo di 70-80 anni, strade in terra lasciano il posto all’asfalto solo nel centro e nelle zone turistiche,la comodita’ da noi piu’ ovvia e scontata e’ qui un bene sudato e per nulla scontato.
L’acquedotto statale non esiste e per la maggior parte l’acqua viene conservata in cisterne posizionate sui tetti che giornalmente vengon riempite,l’acqua calda viene prodotta per la parte usando il calore del sole che scalda le cisterne e con pannelli fotovoltaici. L’elettricita’ tutto 24/24 esiste solo nel quartiere turistico Tahmel grazie all’ausilio di generatori a scoppio che giornalmente saltano rivelando ai turisti il vero volto del nepal, fuori dl tahmel c’e’ solo 8-9 ore al giorno,uscendo dai quartieri turistici e’ evidente e ovunque sotto gli occhi la povertà della maggior parte della popolazione che vive a un tale livello di povertà,non penso esistano da noi statistiche con le quali dare un paragone,intere famiglie stipate dentro baracche ai bordi delle strada create con rifiuti,donne muratrici che trasportano in ceste legate in fronte e sulla schiena grandi quantità di mattoni,terra,ghiaia tutto il giorno su e giu per le scale o zetto sino alla fossa da riempire piu’ vicina,donne a ogni angolo di strada con i propri prodotti agricoli stesi su un telo sul marciapiede o con vari tipi di frutta secca e sigarette,uomini che spingono instancabilmente carretti e la bici avanti e indietro per le strade con la bici carica di verdura, uomini che si ritrovano per molte ore a giocare a scacchi o a carte mentre le donne continuano a lavorare,gruppi di bambini soli e vaganti che fumano la colla per far fronte già alla loro eta’ alla realtà della vita che li aspetta e orde di animali randagi,principalmente cani ma non e’ raro vedersi saltare sopra la testa qualche scimmia che spinta piu’ lontano del solito usa l’intricato e indefinibile insieme di cavi e insegne che corrono ai primi piani dei palazzi per farsi strada .
Gruppi di gatti che incuranti delle divinita’ create dall’uomo vanno a mangiare le offerte lasciate durante tutta la giornata dagli indu’ negli innumerevoli tempietti ed altari consacrati alle molte personificazioni delle divinita’ indu’ o attorno agli stupa tibetani sparsi nei cortili dei palazzi e in punti strategici dei quartieri.
Il Nepal ospita circa 62 etnie diverse e qui si puo’ sentir parlare almeno un centinaio di lingue diverse , che han saputo coesistere e vivere quasi sempre in armonia e rispetto reciproco, questo insieme al fatto che a seguito dell’invasione del Tibet da parte della Cina molti Tibetani e molti monaci Buddhisti si sono spostati nel vicino Nepal per continuare a portare avanti la loro cultura e la loro filosofia di vita spirituale senza essere oggetto di ingiustificate accuse e pene da parte dei Cinesi,fa’ si che escludendo i quartieri turistici, chi viaggia venga visto con curiosita’,come una novità da scoprire, e non con timore e con atteggiamenti prevenuti come la nostra societa’ ci insegna sin dalla piu’ tenera eta’.
Escludendo i nepalesi che da troppi anni hanno contatti con gli occidentali per lavoro e che quindi hanno sviluppato in loro uno spirito scaltro di chi vede l’opportunità dell’affare in tutto,i veri nepalesi sono il popolo piu’ gentile,socievole e gioviale che io abbia mai visto.
Il primo giorno sono andato a vedere Durbar Square con i suoi templi tra cui spicca quello del Kamasutra e l'hippy temple,chiamato cosi' per via dei molti hippy cje amavano sostare sui suoi gradoi negli anni '60 e la casa della Kumari,una bambina considerata dagli indu' una divinita' vivente in terra.Da li in un oretta a piedi si arriva al tempio delle scimmie o Swayambhunath per i buddhisti,uno stupa visibile a km di distanza che sovrasta la collina,oltre 1657 scalini personalmente contati per raggiungerlo rendono l'ascesa a questo monumento spirituale un esperienza anche a livello fisico,le ruote di preghiera buddista continuamente in movimento grazie al lento ma continuo passaggio di monaci e turisti in senso orario,l’incenso Tibetano e i mantra Hom Mani Padme Hum continuamente cantato e presente ovunque nell’aria fanno di questo posto un luogo dove la presenza di qualcosa di più’ grande di tutti noi si respira nell’aria e si sente ad ogni passo.
Ogniuno di noi per cio’ che credo io e’ e deve essere libero di esprimere se stesso attraverso la religione o alla filosofia di vita che meglio gli si addice,ma nessuno,qualsiasi dottrina senta vera potrà negare il fatto che al momento attuale l’essere umano ha capito ben poco su quale sia il vero significato di Vivere,il perche' nasciamo,il perche' tu che leggi sei venuto al mondo,nessuno sa’ dare risposta a questo quesito tranne noi stessi,ognuno per se’ cercandola dentro se stesso,qui a Swayambhunathper il mio personale cammino e’ uno di quei luoghi dove queste domande si fanno piu’ impellenti dentro me,un luogo che mi ha scatenato ulteriormente dubbi e perplessita’ su cio’ che mi e’ stato insegnato dal mondo intero essere il senso di questo gioco che chiamiamo vita.
Terra e casa di decine e decine di scimmie che si divertono a fare scherzi a turisti e locali,amano oziare al sole spidocchiandosi tanto quanto provare a scippare il cibo o qualsiasi cosa possa sembrarlo appena lo si tira fuori dallo zaino.
Per poter mangiare il mio panino,ho dovuto dividerlo con una scimmia che penso fosse il boss dell'albero apparsa appena ho iniziato ad aprire la cerniera dello zaino,io passavo il pane a lui e lui teneva a debita distanza i compagni a suon di urla e minacce di morsi.
Le scimmie sono le vere padrone di Swayambhunath.
Questo posto mi e’ rimasto nel cuore anche perche mi ha mostrato quasi subito la vera faccia del popolo Nepalese,euforico per la bellezza del posto anche a livello paesaggistico e in uno dei miei stati di riflessione interiore,ho attardato a prendere la direzione di ritorno.
Alle 17,30 il tramonto mi ha fatto una bella sorpresa con i suoi colori ma ha anche fatto si’ che io perdessi totalmente l’orientamento sui punti di riferimento presi all’andata, girando cercando punti di riferimento che mi potessero rimettere sulla strada giusta mi sono fermato a chiedere indicazioni per Durbar Square a un signore nepalese sulla 50-60ina che spingeva con molta fatica una bici per me preistorica adibita a mercato ambulante,due enormi ceste piramidali coprono totalmente la bici e con un ingegnoso sistema il manubrio e’ stato trasformato in una bilancia a pesi,come immaginavo il signore non parlava una parola di inglese,bene,avevamo gia’ qual cosa in comune,una volta capito il nome del posto che cercavo,mi ha fatto segno di seguirlo e mi ha scortato per 1km circa sino a un ponte tibetano a me familiare,abbiamo spinto insieme la bicicletta e per tutto il tempo lui ha parlato e parlato in nepalese come se io capissi tutto,mi ha fatto sentire subito a mio agio,mi ha dimostrato subito che come da anni ho imparato,chi meno ha più e’ disposto e contento a donarsi.
Da li alla mia Quest House la passeggiata e’ stata tranquilla e piena di volti che mi osservavano incuriositi con il sorriso sempre in viso,aspettando solo di incrociare il mio sguardo per donarmi il loro profondo Namaste’.
Quella sera sono andato a letto con il cuore pieno di gioia e in tasca il contatto di un ragazzo italiano anche lui a Kathmandu. Non potevo sapere che Marco mi avrebbe fatto vivere Kathmandu nella maniera che avevo sempre sognato,non potevo immaginare che avrebbe dato alla partenza del mio viaggio un senso cosi’ profondo e appagante come l’aiutare concretamente e direttamente il mio prossimo,ritengo e ho sempre detto che per me questa società ci ruba sin dalla piu’ tenera eta’ la nostra unicita’,spegne pian piano col passare degli anni la scintilla divina e vitale presente in ognuno di noi facendoci omologare a schemi e status simboli preconfezionati ad arte.
Io addormentandomi quella sera non avevo idea che da li a breve avrei conosciuto il vero volto di Kathmandu fuori dai circuiti turistici e avrei avuto la gioia e il piacere di passare tanto tempo con degli angeli,i Bambini Nepalesi della Home Protection Children ,Sihpal.
Mi sono addormentato quella prima sera con una domanda fissa nella testa, una domanda che nell’ultimo anno e’ stata il cardine e il motore trainante del mio cambiamento.
Io chi sono?
Namaste e un abbraccio dal Nepal.
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Katmandu 44600, Nepal
venerdì 16 gennaio 2015
NAMASTE' NEPAL
Non mi sembra ancora vero,sono a kathmandu,cosi tanti anni a sognare e progettare quest'avventura che ora avendo inizio mi sembra di sognare ad occhi aperti.
In realtà devo ancora realizzare che da oggi vivrò il viaggio che tanto ho sognato in me,devo ancora metabolizzarlo del tutto.
Quale spettacolo vedere durante l'avvicinamento all aeroporto le catene montuose nepalesi intorno alla valle di kathmandu,verdi terrazze agricole attorniate da piccoli borghi in pietra.
La prima cosa che mi ha colpito è stata la gentilezza e la cortesia della popolazione nepalese,subito pronti a aiutare e a salutare con uno dei saluti più profondi che l'essere umano abbia coniato,"Namaste' che deriva dal Sanscrito : namas (salutare con reverenza ) te ( a te) è però implicitamente associata una valenza spirituale, per cui significa saluto (mi inchino a) le qualità divine che sono in te.
Tutto intorno a me il traffico è caotico ,non si capisce bene il senso di marcia perché ovunque si volge lo sguardo vedi macchine,moto e taxi pick-up che seguono una non so quale logica di spostamento,un po' nella corsia destra,un po' nella sinistra ,un po'nel senso di marcia teoricamente corretto e il restante tragitto contromano in uno slalom continuo.
Con gli occhi di un europeo questo atteggiamento alla guida può essere il caos totale ma,pensandoci e ammirando con quale maestria e gentilezza reciproca questi autisti si svincolano nel traffico,ci si rende conto che qui è semplicemente la normalità.
Le prime tre notti le passo alla Madhuaban guest house nel quartiere Tamel ,un dedalo di vie piene di negozi Nepali style per i turisti ,qui si può trovare tutto e il contrario di tutto,da ogni sorta di accessorio per trekking verso gli immensi 8000 che confinano con il Tibet alla scuola di Mandala,dove puoi imparare la filosofia spirituale che c'è dietro un così complesso disegno, dalla bettola più squallida per i nostri canoni ma al contempo più affascinante e intrisa di spiritualità di ogni luogo di culto visitato ad oggi ,dove servono i più buoni momo mai assaggiati sin ora (tipici ravioli nepalesi ripieni di verdura o carne con l'aggiunta di cannella e altre spezie che nel insieme e' difficile definire con precisione) ai carretti trainato da uomini carichi di verdura e frutta da consumare sul luogo o a portar via .!
Il lato diciamo fastidioso di questo quartiere è l'aria pesante,intrisa di polvere e delle fragranze che bruciano in onore alle divinità ovunque intorno a te,macchine, moto e ogni sorta di mezzo a motore alza polvere che rende la respirazione più pesante e affannosa percui i residenti vivono con la mascherina sul viso.
Ai lati della strada i canali di scolo e poco dinnanzi a essi ,già sulla carreggiata,ogni negozio porge un offerta alle divinità sotto forma di ciotole di cibo che restano lì senza essere sfiorate in mezzo a questo caotico tetris di mezzi e persone a piedi .
Qui siamo avanti di 4,45 ore e il jatlag si fa sentire,i primi giorni mi rilasso e basta poi inizierò a girare questa affascinante nazione e a raccontarvi le mie avventure .
Ho acquistato una sim card nepalese per chi mi volesse contattare il numero è:+977 980‑3607785
Grazie a tutti per il sostegno datomi sin ora ,la distanza esiste solo nelle nostre menti perciò vi abbraccio dal più profondo del mio spirito. NAMASTE'
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Nepal
Ubicazione:
Chhetrapati Chhetrapati
mercoledì 14 gennaio 2015
RadioSavonaNetwork.it
http://www.rsvn.it/in-mobilita-dalla-centrale-di-vado-inizia-il-suo-giro-del-mondo.lits4c53293.htm
Mancano 9 minuti alla mezzanotte del 15 gennaio,sol ora inizio a sentire nascere in me la consapevolezza concreta che sto realizzando realmente il mio sogno.
Domani alle ore 15,20 partiro alla volta del Nepal e da li' il mio errare alla ricerca della verita' avra' un inizio materiale nel mondo .
Grazie a tutti,parenti amici e conoscenti per l'appoggio e il calore che mi avete dato in questi ultimi giorni assieme. un abbraccio a tutti .
flavio
mercoledì 17 dicembre 2014
SavonaNews.it
http://www.savonanews.it/2014/12/16/leggi-notizia/argomenti/attualit/articolo/in-mobilita-dalla-tirreno-power-decide-di-fare-il-giro-del-mondo.html
PrimoCanale.it
http://www.primocanale.it/notizie/ragazzo-in-mobilit-della-tirreno-power-decide-di-fare-il-giro-del-mondo-150258.html
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