Questo blog nasce per raccontare le avventure che vivro' durante il mio vagare in giro per il mondo a piedi. Partenza da Kathmandu',il resto si pianifichera' vagando,un pellegrinaggio alla ricerca di me stesso,spinto da un irrefrenabile sete interiore di ricerca e convinto per esperienze di vita che ATTRAI CIO' CHE SEI. L'odierna societa ci incatena con paure e limiti,divieti e regole,anestetizzando il nostro vero essere al fine di reprimere sino a spegnere il nostro Bambino interiore
Namaste'
mercoledì 23 novembre 2016
L’unica rivoluzione oggi possibile e’ la rivoluzione di se stessi,e a mio avviso,il modo migliore per iniziare a distaccarsi gradualmente dal sistema e’ partendo dalla terra.
La vita su questo pianeta nasce da un seme e noi ai semi dobbiamo la nostra vita,se la razza umana e’ riuscita ad arrivare viva sin ad oggi attraverso la storia e’ in gran parte grazie agli incalcolabili miliardi di sementi che ad oggi son stati alla base della viquesto pianeta.Dall’ossigeno che dai germogli in poi ci donano al nutrimento dei loro frutti passando per la lenta e continua purificazione di acqua potabile la vita su questo pianeta ha alla sua base i semi.
Re-imparare a vivere in armonia con la natura e’ un elemento fondamentale della riscoperta di se’.
Recuperare saperi e tecniche oggi in gran parte andate perdute a causa della modernità e della sempre maggiore omologazione e amalgamazione delle masse e’ a mio avviso oggi piu’ che mai una delle maggiori sfide che ci si presentano e che necessitano la piu’ ampia partecipazione e condivisione possibile.
Cercando nella mia mente, gli unici flebili ricordi che ho di me da bambino intento a trafficare nell’orto, piu’ per sporcarmi le mani e giocare coi lombrichi che per altro,sono legati a mio nonno Salvatore e a 2 paesini della provincia di Savona (Mioglia e Calizzano) che hanno contribuito a far si’ che la mia infanzia andasse in un determinato modo.
A Calizzano ogni anno frequentavo una colonia estiva della quale ricorderò con eterno amore le giornate passate noi tutti bambini a rincorrere grilli e cavallette nei prati mentre,le suore ci preparavano tegami e tegami di polenta,e gli innumerevoli sacchetti di biglie vinti e persi ai tornei che improvvisavamo.Li vicino mio nonno aveva una casa con giardino nel quale aveva ricavato un piccolo orto sul retro,non ho ricordi di cosa piantasse ma ho ricordi di lui intento a seminare e a girare la terra.
All’eta’ di 7 anni mio padre prese una casa estiva a Mioglia, una di quelle casette con portico davanti nella corte di un paesino dove gli unici rumori che si sentono sono i suoni di madre natura,li passavo le giornate tra la mini moto e le avventure che intraprendevo con Zeus il mio primo compagno a 4 zampe,un bastardino tutto pepe che mi faceva da spalla nelle mie scorrazzate x le campagne.
Eccetto queste esperienze fatte in tenera eta’ io come molti miei coetanei cresciuti in citta’ ero totalmente disinteressato all’agricoltura e alla coltivazione in generale,mi limitavo a mangiare ma ancor piu’ a vivere come mi era stato insegnato attraverso famiglia,scuola ed educazione sociale.
Nel 2005 lessi i testi di Arnold Ehret e la mia coscienza mi fece subito capire l’importanza e la profondità dell’insegnamento presenti nei suoi testi,da quel momento complice una profonda insoddisfazione interiore nei confronti della mia vita in quel dato periodo ho iniziato a sentire in me una spinta irrefrenabile e continua nel pormi domande sin a quel momento mai poste.
Chi sono IO ? Che senso ha la vita? Cosa sono venuto a fare IO qui?
Con queste domande perennemente nella mia mente ho iniziato a fare una cosa per me sino a quel momento quasi sconosciuta,leggere.
Come potete leggere nella mia bibliografia personale,ho letto libri che trattano argomenti diversi tra loro ma tutti con il punto in comune di essere libri che contribuiscono a una crescita personale,come e’ ovvio e auspicabile per chiunque la lettura ha ceduto il passo alla pratica e ho messo in pratica anche grazie a vari corsi in posti fantastici come l’ecovillaggio Torri superiori cio’ che ho imparato e che mi da’ enorme soddisfazione.
Tralasciando i vari corsi che ho fatto e le cose che ho imparato,ne parlero’ in un altro post,grazie all’opportunità datami da un gruppo di amici che con determinazione e passione hanno fondato un orto sociale a Garzi(SV) L’ORTIGA,ho iniziato anche io a coltivare,da totale profano.
Amando perdermi nei boschi per giorni interi ho iniziato a fare caso alla sinergia che manovra silenziosamente i boschi della liguria,che fortunatamente seppur sofferente ,sono ancora uno dei pochi micro-ecosistemi qui dove la natura e’ ancora libera di regolarsi secondo i suoi bisogni e regole.
Questo ha fatto si che nella mia personale visione di agricoltura il punto cruciale si focalizzasse sul bisogno di ricreare il piu’ possibile un luogo dove fosse la natura a regolarsi e l’influenza umana fosse minima anche per minimizzare gli sforzi,ho cosi’ scoperto di essere affascinato dalle teorie agricole di un microbiologo giapponese Masanobu Fukuoka e dalle sperimentazioni e visioni nate dopo di lui.
Mi sono documentato a fondo sulla permacultura e ho sperimentato vari tipi di agricoltura non chimica,creandomi il mio personale pensiero e ritrovandolo poi in quella che si definisce agricoltura Sinergica.
Essendo che sono ben cosciente dell’attuale dittatura sulle sementi da parte delle multinazionali ,Monsanto per prima,e’ divenuta una priorita’ per me recuperare e utilizzare il piu’ possibile sementi non registrate,sementi contadine tramandate di raccolto in raccolto,per salvaguardare il piu’ possibile la biodiversita’ di questo stupendo pianeta.
In primavera mi diletto a passare intere giornate a raccogliere piante spontanee a scopo fitoalimurgico e fitoterapico e studiando l’argomento anche grazie a vari testi tra cui consiglio davvero:Il suolo un patrimonio da salvare,dei coniugi microbiologi Claude e Lydia Bourguignon,ho capito l’importanza e il ruolo cruciale che ha il mantenimento della biodiversita’ per l’intero ecosistema.
Partendo dal presupposto che in natura il numero di piante commestibili conosciute dall’uomo piu’ o meno si aggira intorno 360.000 specie e l’attuale società ne ha addomesticate circa il 10 % perché le restanti non si prestano all’attuale sistema di coltivazione-trasporto-conservazione,possiamo facilmente capire come l’attuale dieta civilizzata sia davvero povera e misera di varieta’ e quindi anche di gusto ed elementi nutritivi rispetto alla dieta di 100 anni fa’ dove le sementi erano tramandate quasi nella totalita’ di anno in anno, di raccolto in raccolto.
Se uniamo tutto cio’ al fatto che le multinazionali che controllano e manovrano il mercato usano questo loro potere a loro piacimento per manovrare di riflesso politica ed economia di intere nazioni, il bisogno di tornare a un uso di sementi non legate a tutto cio’ e’ divenuto secondo me un atto oggi di primaria importanza se si desidera e si lavora per un futuro migliore per tutti incondizionatamente.
Da cio’ e nato il mio desiderio di recuperare e imparare a farmi da solo le sementi di anno in anno,e adesso con l’avventura che mi si presenta di fronte ho intenzione di espandere questa ricerca di sementi a tutto il mondo,o almeno a quelle colture che mi si presenteranno durante il cammino.
Dalle spezie orientali buone in cucina e salutari per l’organismo come spiegato nella medicina ayurvedica,alle piante da frutto,passando per le piante ornamentali e dai fiori anch'essi portatori di benessere e gioia con le loro essenze e i loro colori.
Mi piacerebbe condividere con piu’ persone possibile quest’esperienza che sto per iniziare ma ancor piu’ mi sta’ a cuore condividere con tutti voi questo piccolo progetto di biodiversita’,con la speranza prima di tutto di riuscire a creare piccoli angoli di paradiso sparsi un po’ ovunque e conoscere persone che come me’ traggono piacere e appagamento nel guardare crescere una pianta da un minuscolo semino.
Invito quindi tutti voi a commentare questo post e ad inserire le varieta’ di sementi difficili da reperire che piu’ cercate, sperando che nasca una rete di scambio semi io spedirò a chi li vorrà tutti i semi recuperati sul mio cammino ..
sabato 1 agosto 2015
Sukoshi boarding school project
Progetto umanitario di aiuto e ricostruzione : SUNKOSHI BOARDING
SCHOOL .(Scuola privata,non governativa)
Ubicata a Thakani-1VDC nel villaggio di Deurali nel distretto di
Sindupalchowk,
Il distretto di Sindupalchowk e’ stato il distretto con il maggior
numero di vittime,in questo distretto si fondono piu’ che altrove le culture e
le varie religioni che vivono in Nepal e per cultura,usanza e necessita’ ,
nella maggior parte di questo distretto si vive di sola agricoltura,percio’
l’abitudine era stare in casa nella mattinata e andare nei campi il
pomeriggio,percio’ al momento delle scosse la maggior parte delle persone si
trovavano in casa pultroppo,ma fortunatamente era giorno di festa e i bambini
non essendo a scuola ,si trovavano a scorrazzare in giro e a giocare nei
campi,percio’ la maggior parte delle vittime si contano tra gli adulti.
La struttura a seguito del terremoto e’ totalmente inagibile,era’
stata costruita a sue spese da un abitante del villaggio (ex militare
dell’esercito nepalese con molte referenze) di Thakani per via della bassissima
percentuale di alunni promossi a fine anno nella scuola governativa piu’
vicina, purtroppo la scuola governativa di questo distretto ha una media di 2-3
promozioni annuali, chiedendo spiegazioni ci viene detto che le maestre
presenti in quella scuola vengono pagate anche se non insegnano, essendo che il
direttore non controlla e tanto meno il governo attua controlli sul grado di
apprendimento e sulla qualita’ dell’insegnamento
A seguito del terremoto operai pagati dl costruttore della scuola
hanno eretto una Temporary School dove i bambini possono continuare a studiare
o semplicemente a giocare per quanto riguarda i piu’ piccoli tra loro.
Ad oggi gli operai si stanno dando da fare demolendo la struttura
e recuperando piu’ materiale possibile con il quale hanno intenzione di
costruire un muro di recinzione,anche un po’ a ricordo dell’evento.
Io ho visionato questo ed altri progetti secondo me molto validi
grazie e tramite un associazione nepalese: Creative Nepal
Creative Nepal e’ formata da 7 ragazzi,orfani,che grazie a l’aiuto
ricevuto nel tempo hanno potuto studiare e farsi una cultura pari se non
maggiore della nostra media,io personalmente ho sempre lavorato cn due di loro
, Netra sta conseguendo la laurea come ingegnere e Jagadishwor studia
medicina,attraverso loro e la loro associazione Creative Nepal,un associazione
italiana, Associazione 17, si occupa di pagare il cibo e il gas a Siphal,una
struttura per ragazzi e ragazze senza genitori,che fa’ a capo all’NCO (Nepal
Children Organisation),nonche' di utilizzare al meglio i soldi che raccolgono
in italia con piccoli eventi pro nepal.
Sempre attraverso loro,associazione 17 ha fatto montare pannelli
solari termici nella scuola così che i bambini abbiano acqua calda per lavarsi
e lavare,e ha fatto costruire tutti i lavatoi.
Attraverso Creative Nepal ,Routa6 un associazione spagnola assieme
ad Amics del Nepal, sponsorizzano 23 bambini, pagando rette
scolastiche,vitto,alloggio,cibo e tutto il necessario,si occupano di pagare
luce e acqua nella scuola e di dare il massimo dell’istruzione possibile a
questi bambini.
Sempre attraverso Creative Nepal, Routa6 ha acquistato e sta
facendo montare una struttura antisismica prefabbricata a Balmandir,una scuola
in Ktm dove principalmente ci sono neonati e che a seguito dei terremoti non e’
agibile e si trovano tutti a dormire ancora oggi sotto tendoni e lamiere a
pochi mesi di vita.
E’ stata acquista una struttura del genere perché contiene i costi
rispetto al cemento armato che va’ importato dall’india(Cemento e Armatura) ,e
allo stesso tempo e’ totalmente finita e antisismica,una struttura di 120 mt2
e’ costata 25.000 euro,i costi per la stessa struttura in cemento ammontavano
circa a 50.000 euro.
Oggi 23 luglio,Associazione17, ha versato la prima trance di euro raccolti in
italia sul conto di Creative nepal per la scuola di Sindupalchowk , e una ne
verseranno altri piu’ avanti.
Dopo attenti studi e calcoli per reperire e portare il materiale
in loco,Associazione 17 e i responsabili della scuola hanno decido di
acquistare una struttura prefabbricata anche a Sindupalchowk.
Calcolando la metratura precedente e le necessita dei vari
villaggi che mandano i figli in quella scuola,la spesa ammonta circa sui 40.000
euro totali.
Associazione 17 avrebbe piacere se questo progetto potesse essere
un progetto di fattura totalmente italiana,anche per facilitare la gestione di
eventuali aiuti futuri o semplicemente per relazionarsi piu’ facilmente e
velocemente nelle decisioni.
Oltre questo ho visionato altri progetti sempre
nell’istruzione,progetti validi ma allo stesso tempo molto grossi e
dispendiosi,secondo me pero’ e’ meglio concentrarsi su meno progetti ma nella
maniera migliore possibile.
Terrei solo davvero di cuore a far presente che qui, ora a detta
delle stesse associazioni nepalesi,necessitano di aiuti economici in primis e
davvero poco di aiuti materiali di mano d’opera,in questo momento con la
stagione dei monsoni stanno tutti tranquilli nelle Temporary House come poco
fosse successo ma sono già pronti a rialzarsi e ricostruire con la nuova
stagione.
Purtroppo il danno maggiore ora e’ la mancanza quasi totale di
turismo per via dell’immagine che mostrano i media mondiali.
Se ho tralasciato delle informazioni che vi servono non esitate a
contattarmi..! grazie..
:-) Flavio.
Etichette:
sindupalchowk
Ubicazione:
Katmandu 44600, Nepal
martedì 28 luglio 2015
lunedì 27 luglio 2015
L'unione fà la forza Part:1
A seguito del terremoto ho visionato diverse scuole dichiarate inagibili dal governo Nealese in differeti villaggi nella valle di Kathmandù.
Al termine di ogni sopralluogo, scrivevo una presentazione da inviare in Italia a differenti associazioni pro Nepal cercando di farne finanziare la ricostruzione.
Assieme ai ragazzi di Himalayan Trail Finder, abbiamo viaggiato molto nelle province e ogni posto visitato necessitava di aiuti di ogni sorta.
Dall'italia, per ragioni anche logistiche, e' stato scelto di finanziare la ricostruzione din una scuola secondaria di Kathmandù.
Di seguito parte del file inviato in italia come presentazione:
Progetto di aiuto umanitario nella ricostruzione della scuola governativa di PANCHAKANYA “Secondary School”,nel distretto di Naranjun Nagapalica “ward-14 VDO”,a 10 km da Thamel e a 5 circa da Swayambhunath.
Al termine di ogni sopralluogo, scrivevo una presentazione da inviare in Italia a differenti associazioni pro Nepal cercando di farne finanziare la ricostruzione.
Assieme ai ragazzi di Himalayan Trail Finder, abbiamo viaggiato molto nelle province e ogni posto visitato necessitava di aiuti di ogni sorta.
Dall'italia, per ragioni anche logistiche, e' stato scelto di finanziare la ricostruzione din una scuola secondaria di Kathmandù.
Di seguito parte del file inviato in italia come presentazione:
Progetto di aiuto umanitario nella ricostruzione della scuola governativa di PANCHAKANYA “Secondary School”,nel distretto di Naranjun Nagapalica “ward-14 VDO”,a 10 km da Thamel e a 5 circa da Swayambhunath.
A seguito del terremoto,una parte della scuola ha subito danni che la rendono inagibile,e' segnalata rossa dal governo
Nepalese.
La scuola raccoglie circa 200 bambini,suddivisi in classi da 1 a 10 a seconda dell'eta e dei risultati scolastici raggiunti.
A seguito del terremoto e' stata eretta una struttura temporanea in bamboo e lamiera per ospitare le classi che si trovavano nella parte di scuola danneggiata.
Tale struttura temporanea nasce in uno spazio precedentemente parzialmente edificato, presenta gia' la struttura di armatura dei piloni portanti in cemento e il cordolo perimetrale a pavimento,l'intenzione di chi dirige la scuola, con la quale concordo,sarebbe quella di costruire una scuola definitiva in cemento armato utilizzando le parziali fondamenta gia' esistenti.
Le misure perimetrali della struttura esistente sono: 21 metri x 11 metri.
La scuola raccoglie circa 200 bambini,suddivisi in classi da 1 a 10 a seconda dell'eta e dei risultati scolastici raggiunti.
A seguito del terremoto e' stata eretta una struttura temporanea in bamboo e lamiera per ospitare le classi che si trovavano nella parte di scuola danneggiata.
Tale struttura temporanea nasce in uno spazio precedentemente parzialmente edificato, presenta gia' la struttura di armatura dei piloni portanti in cemento e il cordolo perimetrale a pavimento,l'intenzione di chi dirige la scuola, con la quale concordo,sarebbe quella di costruire una scuola definitiva in cemento armato utilizzando le parziali fondamenta gia' esistenti.
Le misure perimetrali della struttura esistente sono: 21 metri x 11 metri.
Tra i vari progetti visionati,e' mia convinzione e mi trovo in accordo con i
ragazzi di HTF,che questo,se si decidesse di finanziarlo,sarebbe il progetto
migliore dove inviare almeno la prima squadra di volontari,per comodita' nella
vicinanza a Ktm,che permetterebbe ai volontari di essere autonomi nella scelta
dell'hotel e del cibo e volendo anche se lo sconsiglio,sarebbero liberi di
utilizzare i mezzi locali per gli spostamenti piuttosto che quelli privati.
Lo sconsiglio perche' ben cosciente delle tempistiche e della scomodita' dei
mezzi pubblici qui in Nepal, secondo me si perderebbe solo tempo utile al
lavoro vero e proprio.
Abbiamo concordato con i ragazzi di HTF che i volontari Italiani verranno affiancati da un gruppo di volontari Nepalesi,il che rendera' piu' semplice l'apprendimento delle rispettive mansioni e aiutera l'integrazione per chi e' alla prima esperiena con L'Asia.
Dopo la vostra risposta il passo successivo sara' chiedere celermente i permessi governativi alla ricostruzione e farsi fare un preventivo il piu dettagliato possibile delle spese da sostenere,con ricevute e tutto il necessario..
Abbiamo concordato con i ragazzi di HTF che i volontari Italiani verranno affiancati da un gruppo di volontari Nepalesi,il che rendera' piu' semplice l'apprendimento delle rispettive mansioni e aiutera l'integrazione per chi e' alla prima esperiena con L'Asia.
Dopo la vostra risposta il passo successivo sara' chiedere celermente i permessi governativi alla ricostruzione e farsi fare un preventivo il piu dettagliato possibile delle spese da sostenere,con ricevute e tutto il necessario..
Flavio
domenica 26 luglio 2015
Il mio Nepal
“Ora,stoppando
momentaneamente il mio giringirare senza meta,mi trovo in Nepal ad aiutare chi
tanto mi ha donato nel mio viaggio a livello emotivo e che tanto mi ha aiutato
e spinto a prendere una consapevolezza maggiore di me stesso,percio' a seguito
del terremoto che ha colpito questa stupenda nazione,io sono qui a cercare di
essere il piu' utile possibile a piu' persone possibili...”
Era Agosto 2015 e nello scrivere queste parole mi trovavo a
Kathmandù in attesa dell’arrivo del primo gruppo di volontari scelti da Un associazione
pro Nepal del Nord Italia per la ricostruzione di una scuola distrutta dal
terremoto.
Occorre una premessa:
Nel mese e mezzo precedente avevo girato differenti
distretti e provincie attorno a Kathmandù visionando il drammatico stato in cui si trovavano le
persone e le strutture a seguito del terremoto di Aprile 2015.
Grazie a Marco ed Anna, fondatori e coordinatori dell’Associazione
17, ho iniziato durante le giornate passate ad aiutare con loro a Siphal ”uno
dei moltissimi Orfanotrofi di Kathmandu per bambini senza famiglia” a
frequentare un gruppo di straordinari e volenterosi ragazzi Nepalesi.
Ragazzi che seppur con un passato difficile e senza famiglia
sin dalla più tenera età, grazie alla sponsorizzazione da parte di Persone
Europee, si sono impegnati al massimo e che contemporaneamente al conseguimento
di lauree scolastiche ufficiali, hanno fondato un associazione a favore dei
bambini Nepalesi più sfortunati e bisognosi.
La frase che mi rimbomberà per sempre nella testa e’ di uno
dei tre coofondatori di CREATIVE NEPAL, Netra Upadhaya , un ragazzo magro, educato ed
intelligente quanto simpatico che un giorno mi disse che; la fortuna che lui ha
avuto in tenera età di trovare uno sponsor europeo che si prendesse carico
delle sue esigenze e della sua educazione, lui sentiva e riteneva che era una
fortuna e un dono talmente grande da poter essere ripagato solo ridonandolo a
sua volta ad altri bambini bisognosi e soli come era lui un tempo.
Ragazzi umili, gentili e genuini che hanno da insegnarci
molto sull’umana compassione, molto più di quanto attraverso un foglio o una
tastiera io possa trasmettere.
Oltre a ciò, durante il mio periodo turistico da trekker ho avuto piacere e fortuna di creare legami di amicizia che a seguito del terremoto mi sono tornati nel cuore ed essendo sul suolo e in attesa dell'arrivo dei volontari per l'inizio dei lavori veri e propri, ho deciso di tentare di rintracciarli per cercar di dar loro una mano o più semplicemente un supporto morale con la mia presenza.
Allora mi sono messo alla ricerca fisica e informatica dei miei amici Gopal, Lakman e Charan per partecipare assieme a loro al viaggio verso il loro villaggio natale nelle provincie in soccorso alle famiglie.
Tentativo andato a buon fine che mi ha portato a vivere una delle esperienze di vita vera più forte e profonda mai vissuta sin a quel momento.
Assieme a Gopal e Lakman siamo andati in soccorso delle loro famiglie nel villaggio di Kalimat con un primo viaggio roccambolesco di 8 ore in un Bus strapieno di persone, animali e oggetti di ogni genere, per poi cambiare mezzo e percorrere gli ultimi 15 km di strada montana sterrata sul tetto assieme a ragazzi che come me per mancanza di spazio all'interno ,cercavano un modo per stare comodi ma che allo stesso gli garantisse un minimo di sicurezza di non volare via alla prima buca della strada o curva, altri che ben abituati a tale rischio schiacciavano un pisolino in attesa della loro fermata Albero.
| Viaggiare sul tetto! |
Nei villaggi montani Himalyani il centro di ritrovo popolare nonchè fermata di bus è una struttura rotonda a grandoni sulla quale si erge un albero secolare sacro per gli Hinduisti.
Le persone la sera si raccolgono attorno a questo luogo magico e sacro dove la natura abbraccia la necessità di spiritualità dell'uomo per parlare e discutere e durante il giorno e' un pò il fulcro del villaggio sul quale tutto ruota.
Abbiamo passato 15 giorni immersi nelle montagne, in un piccolo villaggio-comunità colpito dal terremoto.
Io sono stato ospitato dalla famiglia di Gopal, composta dal capofamiglia e la moglie che pur non avendo più di 60 anni portano sul corpo intero i segni di una vita piena di difficoltà e fatica, Gopal con un fratello e una sorella coetanei attorno ai 30anni e un fratellino e una sorellina più piccoli attorno ai 5 e 7 anni.
Le loro case natali costruite in legno, terra e pietre erano crollate dal tetto alle fondamenta e essendo oramai inagibili, i familiari avevano eretto grandi tende in pelli tipiche a uso abitativo.
Noi ci siamo messi subito a selezionare e tagliare gli alberi per costruire una casa temporanea piu' accogliente e confortevole in attesa che poi con il tempo la famiglia avesse potuto ricostruire una casa vera e propria.
Di giorno lavoravamo alla costruzione delle temporay house della famiglia o di altre famiglie del villaggio che a loro volta poi aiutavano noi in un continuo circolo di mutuo soccorso spontaneo e reciproco.
La sera , rigorosamente divisi uomini da donne in taluni casi e in altri in maniera anticonformista tutti assieme, condividevamo il pasto fuori dalla tenda o invitati nelle case temporanee di qualche altra famiglia del vllaggio condividendo non solo del cibo ma un momento di profonda connessione umana fatta non di parole ma di squardi e di sensazioni emozionali di unione, rispetto e collegamento reciproco che solo tra le persone piu' povere materialmente ma ricche umanamente ho iniziato a sperimentare e a vivere.
Di notte bisognava andare in bagno accompagnati perche il "bagno"era la foresta di pini secolari e li un tempo ma non del tutto estinte, cerano le tigri e raramente capita che la notte si avvicinino alle abitazioni cercando di cacciare le pecore o i bufali nei recinti.
I bambini sempre sporchi e sorridenti che scalzi ci correvano dietro raccogliendo piccoli pezzi di legna e pigne da dare fieri alla madre per accendere il fuoco la sera, gli stessi bambini che ogni mattina facevano colazione bevendo una tazzona di birra di mais locale e un pezzo di Naan alle patate della sera prima,bambini pieni di gioia e di voglia di vivere che però se non riceveranno un educazione scolastica troveranno molte difficoltà in età adulta in un mondo sempre più in espansione e sempre meno agricolo e comunitario.
Perciò Gopal lavora come agente e guida turistica lontano dal villaggio in Kathmandù, per poter garantire ai bambini un educazione nella più vicina scuola e una vita migliore.
A seguito di questa esperienza e' maturata in me la convinzione che sia l'educazione e la cultura personale a emancipare e liberare la mente e lo spirito di una persona e che solo attraverso un diverso sistema educativo basato su valori umani di aiuto e rispetto reciproco potremmo cambiare il sistema attuale di pensiero e di vita nel primo mondo.
Seminando nuovi semi nelle generazioni future e coltivandoli nel nome del rispetto, dell'unicita' che ogniuno di noi rappresenta e della lealtà abbiamo l'opportunità di plasmare in meglio il mondo a venire così da lasciare alle generazioni future un mondo migliore di quello trovato al nostro arrivo.
| Alle prese con la colazione |
| Piantare piante da frutto |
| Il capofamiglia |
| Il piu' giovane.. |
to be continued....
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sabato 25 luglio 2015
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venerdì 24 luglio 2015
La vita non finisce mai di stupirci e amarci..
Solo,sotto la pioggia di Katmandu' all'una di notte,nell'impossibilita di rientrare in albergo a boudhanath perché i portoni sono chiusi e il numero Dell albergo ce lai nel portafogli che da stamattina non trovi più'.
oramai cosciente che passerai la notte all freddo di un marciapiede nepalese,cerchi un angolo coperto facendoti largo tra cani randagi che come te non vogliono bagnarsi ma che a differenza tua si sentono padroni del territorio e non si trattengono dal fartelo capire.
Totalmente atterrito xke intorno a te non vedi altro che buio,cani e acqua e proprio nel momento che accetti il tuo destino quasi con sarcasmo interiore,ECCOLO,appare lui,un ragazzo nepalese che cammina a zigo zago con una bottiglia di acqua riempita di raksi(liquore di riso) lo rincorri,e gli chiedi se conosce il numero della quest house o se sa' come trovarlo.
Ti guarda,e nelle tre parole di inglese che sa' ti dice molto tranquillamente,vieni a dormire nella mia stanza,punto!
Vai nella sua stanza,fumi con lui,lui beve io no,poi prende il telefono e tramite un giro di telefonate da soap opera trova il numero della quest house,ovviamente il numero e' un mobile e chi risponde non dorme nella quest house ma ben distante,perciò continui a ridere e scherzare in una lingua più' gestuale e visiva che parlata e dopo poco più' di mezzora arrivano ad aprirti e sei nella tua stanza davanti al tuo portafogli così' ritrovato!!! Domani io e il mio nuovo amico andremo a cena fuori assieme x ringraziarlo ulteriormente,sperando nella sua sobrieta'....Ecco xk amo la vita..
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Kumarigal Chabahil
giovedì 19 marzo 2015
CONFESSIONI
Io non mi sento e non sono un turista,poco mi importa di vedere templi e monumenti,attrazioni e luoghi importanti,ho gia eliminato da me il bisogno di un giudizio superiore .
IO SONO PARTITO SPINTO DA UN BISOGNO INTERIORE DI TROVARE ME STESSO E LA MIA STRADA NEL MONDO.
Spinto dalla convinzione che nel mettermi totalmente nelle mani del mondo senza schemi o programmi mi avrebbe fatto passare tutto il necessario per trovare la mia strada in questa vita.
Ho passato gran parte della mia vita sin ora a rimuginare su me e sulle mie azioni presenti e passate,ho passato gran parte della mia vita a ferire ,pur senza volerlo,le altre persone,specialmente chi piu' amavo e mi era vicino.
Ho passato gran parte del mio tempo sino a oggi a confrontare la mia vita e cio che avevo sotto ogni aspetto con la vita e le esperienze di altre persone.
Ho passato il mio tempo a cercare fuori da me il modo di essere felice e appagato.
Questo viaggio con le esperienze e avventure che mi ha fatto vivere e sta regalando,mi sta facendo entrare in uno stato sempre piu introspettivo.
Mi trovo a vagare senza alcuna meta se non quella di sbrogliare la matassa che ho sempre sentito dentro me.
Mi trovo a piangere come un bambino sia per euforia che per sofferenza in un altalenarsi di emozioni ,in mezzo alla strada di punto in bianco,e a vedere intorno a me enormi sorridi che mi vengono regalati,mi trovo per la prima volta a capire che la semplice GIOA DI VIVERE va' trovata DENTRO DI SE' e non cercata in atti,persone o esperienze esterne,mi trovo ora a capire e a sentire dentro il mio petto che il mondo altro non e' che uno specchio di noi stessi e che se abbiamo la goia di essere vivi dentro noi si riflette in automatico in tutto cio che ci circonda,al contrario ,tutto ci appare cupo e causa di sofferenza.
Vedere nelle persone piu povere mai viste i sorrisi piu profondi e pieni di gioia che abbia mai visto,vivere e condividere la loro realta con loro senza filtri o false comodita' mi ha fatto provare la gioia di vivere semplicemente per esser qui ora a respirare e a giocare a questo fantastico gioco di esperienze e parti che e' la vita.
Negli ultimi 11 anni ho costruito molto e distrutto tutto piu' e piu' volte per un senso di vuoto interiore che mi spingeva a cercare un modo per sentirmi felice e in pace con me stesso al mondo.
Non sono mai stato bene con me stesso prima di tutto e ogni cosa avessi intorno,era o diventav motivo di insoddisfazione personale xke non sono mai stato bene con me stesso in primo luogo e questa sofferenza la proiettata ovunque e si chiunque intorno a me,specialmente sulla persona che ha avuto il coraggio e la forza di starmi a fianco per 11 anni in questo inferno emozionale.
Ora grazie al mio cammino passato e a tutto quello che mi sta accadendo ora,capisco che sino a oggi ho solo rincorso e in parte copiato le esperienze di altre persone nella speranza di sentirmi anche io appagato e felice come pensavo si sentissero loro.
Ogni volta che mi sono trovato di fronte all'arteficie di una o l'altra esperienza che io ammiravo e bramavo ,in ogni dottrina,filosofia o religione da me sperimentata,alla fine,mi sono sempre reso conto di quanto in errore fossi pensando che queste persone fossero felici e appagate.
Ho sempre e solo trovAto persone che come me facevano la loro personale esperienza di vita,ero io a credere che cio li rendesse felici e a bramare la loro felicita.
Ho passato moli anni a desiderare i sogni di altri,e ora che ricevo tutte queste domende e ho questa piccola notorieta' ,tutte queste persone che mi dicono che sto realizzando i loro sogni,mi rendo conto che NON VALE NULLA se non come sprono x altre anime a vivere cio che sentono dentro se'!
Ora dovere scrivere sul blog ecc,lo sento inparte come un peso,IO SONO PARTITO SPINTO DALLA NECESSITA INTERIORE DI TROVATE LA MIA STRADA E POTER FINALMENTE ESSERE APPAGATO E IN SERENITA CON ME STESSO,A PRESCINDERE DA ATTI O AGENTI ESTERNI.
Non sono partito x visitare citta' o nazioni particolari,sentivo solo un enorme richiamo verso l'india,non mi interessa visitare musei o templi,e' tutto un qualcosa in piu' che se c'e' bene,ma se non ce neanche ci penso.
non ho mai avuto un etinerario o programma preciso proprio xk nulla tranne trovare me stesso era la spinta a intraprendere questo viaggio.
Ho aperto il blog principalmente x la mia famiglia,ma poi ho voluto sognare di realizzare quello che hanno realizzato altre persone e ho aperto canali qui e la' nel web.
Ora che mi rendo conto di tutto cio davvero poco continua ad avere una reale inportanza dentro di me.
L'unica cosa che sento ora dentro di me e' che tornero da questo pellegrinaggio solo quando saro' totalmente colmo di gioia e serenita x la mia vita,cosi da non sprecare piu altre energie in un folle gioco per cercare la serenita e l'appagamento fuori da me!
A prescindere ti amo,mi amo e vi amo e grazie di ogni vostra parola,passata,presente e futura.
Percio' continuero a scrivere e a raccontare le mie avventure e il mio viaggio attraverso il mio blog ,ma dopo aver detto tutto cio' non sento piu' il peso di dover mostrare una cosa piuttosto che un altra,scrivero' quando mi sentiro di farlo,aver capito e detto tutto cio mi ha fatto perdere il continuo bisogno che avevo di vedere il mondo fuori di me accettare e condividere quello che facievo io,fondamentalmente x un mio bisogno di autoreizzazione cercato nel posto sbagliato
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Southern Asia (null)
domenica 15 marzo 2015
Immagini dal Mondo
Qui di seguito ,la pagina Flickr dove pian piano pubbichero' le foto scattate durante il mio viaggio.
Su Facebook ne pubblico solo alcune per problemi di connessione.
https://www.flickr.com/photos/le_cronache_di_flavio/
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Ubicazione:
Aurangabad, Maharashtra, India
sabato 7 marzo 2015
Pushkar e Holi Festival
Come prima tappa in India dopo 3 giorni di viaggio no-stop dal confine Nepalese,ho scelto di venire a Pushkar,nel Rajasthan,per assistere e partecipare all'Holi Festival !
Pushkar è una delle più antiche città dell'India. La data della fondazione della città è tuttora sconosciuta.
Pushkar è un luogo sacro dell'induismo fin dai tempi più antichi come attesta il resoconto di viaggio del monaco buddista cinese Faxian che visitò l'India tra il 399 e il 415 d.C. Nel suo libro Fǎxián cita il santuario di Pushkan riferendo che era un luogo di pellegrinaggio assai frequentato.
Secondo la tradizione un fiore di loto cadde dalla mano di Brahma il Dio Creatore, mentre era assorto in meditazione e dai petali del fiore sgorgò l'acqua che diede origine al lago di Pushkar,e fu una goccia di Amrit, il nettare degli dei, a rendere le sue acque ulteriormente sacre. I più devoti asseriscono che, in occasione del plenilunio del mese di Kartika, tutti i 330 milioni di déi indiani siano contemporaneamente presenti a Pushkar, perchè questa è infatti la sede di uno dei rarissimi templi dedicati in tutta l'India al dio creatore della trimurti induista.
I templi che si affacciavano sulla riva del lago furono poi distrutti nel XVII secolo per mano dell'imperatore Aurangzeb (1618-1707)
Una citta dalla'architettura unica, che vede affacciarsi sulle acque del suo lago piu' di 1000 templi tra Induisti-Sikh-Ebrei-Buddhisti e Mussulmani
L'Holi è un festival che si tiene in primavera dedicato ai colori e all'amore. Si tratta di un'antica festa religiosa induista diventata popolare non solo nel mondo indu, ma anche in molte parti dell'Asia Meridionale e anche al di fuori dell'Asia.
È osservata principalmente in India, Nepal e nelle zone del mondo con significativi gruppi di popolazioni di origini indiane.
La festa si inaugura con l'accensione, la notte prima del giorno Holi, di un falò che prende il nome di Holika Dahan, dove Holika è il nome di un Demone delle scritture Hindu e Veda.
La mattina del giorno dopo la festa esplode in un carnevale di colori, giochi, danze e canti. L'Holi è spesso celebrato all'avvicinarsi dell'equinozio di primavera in un giorno di plenilunio.
La data del festival, quindi, non è fissa ma varia ogni anno a seconda del calendario induista e del caledario gregoriano.
I significati del festival sono la vittoria del bene sul male, l'arrivo della primavera, l'addio dell'inverno, l'incontro con gli altri, la voglia di giocare, ridere, dimenticare i dolori, perdonare e consolidare le relazioni.
Ora la mia prossima tappa e' Daipur,al confine sud del Rajasthan con il Gujarat! un Giorno o due di relax e ci si mette in marcia,prima in bus sino alla piu' vicina stazione ferroviaria,ad Ajmer,da li' in treno sino alla prossima tappa.
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Ubicazione:
Pushkar, Rajasthan, India
mercoledì 4 marzo 2015
Annapurna Base Camp
La vita e’ un continuo susseguirsi di esperienze,incontri inaspettati che cambiano le tue aspettative.
Dopo aver salutato Marco e la Siphal School,deciso a intraprendere il mio primo trekkingsopra i 4000 metri,ho avuto il piacere di incontrare a Kathmandu un ragazzo di nome Giovanni Raso(cantante genovese della band Z-Town)con il quale sin dal primo momento ho riscontrato parecchie affinita’,non solo fisiche.
Entrambi affascinati dall’Asia,dalla sua storia,dalla sua millenaria cultura e dalla sua gente,entrambi liguri e amanti della natura,entrambi con il sogno una volta tornati ,di vivere una vita sostenibile e compatibile con l’ecosistema che ci circonda.
Io con un passato in Tirreno Power a produrre energia elettrica,lui con un presente in Terna a distribuirla,che strana coincidenza !
Nei 13 giorni di trekking verso l’Annapurna,abbiamo avuto modo di conoscerci e capire che questo non e’ un incontro casuale ma l’inizia di una lunga amicizia per entrambi.
Le gambe oramai vanno da sole per la fatica,ma la voglia di conoscersi e scambiarci saperi va’ oltre tutto, anche oltre i limiti che corpo e mente tentano di crearci.
Non siamo sicuramente organizzati per intraprendere un trekking del genere in questa stagione e le nostre guide Charan e Lakman lo sono ancora meno di noi indossando solo jeans e scarpe da ginnastica,vederli sfidare intrepidi la neve e il gelo cosi’ vestiti mi ha fatto molto riflettere sull’importanza dell’attitudine mentale.
Salendo verso il Base Camp,abbiamo incontrato altri trekker davvero organizzati di tutto punto,che per via delle valanghe cadute in quei giorni,che avevano bloccato la via di ascesa principale (2 turisti dispersi) tornavano indietro consigliandoci di non proseguire oltre,un po’ per incoscienza e un po’ perche il 20 febbraio era il mio compleanno e avevo deciso di festeggiarlo in cima,noi abbian continuato a salire a ritmo delle valanghe che ovunque intorno a noi echeggiavano e mostravano la potenza della montagna.
Arrivare finalmente in cima ed ammirare il circuito dell’Annapurna dal Base Camp ci ha ridato ogni filo di energia utilizzata nell’ascesa,e ci ha dato molto a pensare ,dimostrandoci una volta per tutte che la forza di volonta’ va’ oltre tutto,anche otre il Goretex.
Siamo rimasti al campo base una notte soltanto per via del freddo intenso che faceva ghiacciare l’acqua in stanza,la discesa verso Pohkara,lenta e molto introspettiva per entrambi ci ha dato modo,grazie alle nostre guide,di passare per the' house e villaggi poco trafficati dai turisti,dove abbiamo avuto l’onore e il piacere di sentirci accolti come di famiglia e non solo turisti paganti,Lakman,la nostra guida sherpa ci ha sfamati raccogliendo la canna da zucchero durante il tragitto e ci ha preparato delle ottime zuppe di ortiche selvatiche.
In una di queste famiglie abbiamo in oltre potuto dare una mano a separare e a mettere al sicuro le sementi di vari fagioli e mais locali per la prossima semina,e ho avuto l’onore di portare via con me delle sementi che proverò a far acclimatare in italia al mio rientro,sempre con l’idea in mente di creare una rete di scambio semi indipendente dalle multinazionali.
Nella discesa abbiamo conosciuto due ragazze spagnole che affrontavano la salita,Eva e Eugenia,in viaggio da molti mesi,che mi hanno dato ottime informazioni per l’India e per il lungo procedimento burocratico per ottenere il visto di ingresso in Myanmar(Birmania),la tappa successiva all’India
Se davvero come si dice, al mondo esistono 10 sosia per ognuno di noi, entrambi siamo convinti di averne trovato uno.
Grazie a questa terra meravigliosa per tutto,ma sopratutto per questo magico e inaspettato incontro.
Una volta tornato dal trekking mi sono messo in marcia per entrare in India,21 ore di bus da Pohkara a Banbasa ,la prima citta' indiana in Uttarakhand,da li’ altre 9 ore di bus per Dehli e 10 ore per arrivare a Pushkar per assistere all’Holi festival,la festa dei colori nella quale la magia indiana esplode in un mescolarsi di colori,lanciati ovunque e da chiunque.
Questa e’ la magia dell’india..!
giovedì 26 febbraio 2015
www.ivg.it
Le cronache di flavio su www.ivg.it
http://www.ivg.it/2015/02/continua-il-viaggio-di-flavio-dalessio-trekking-4-mila-metri-con-il-finalese-giovanni-raso/
Pokhara
Io e Kathmandu ci siamo salutati con un po di resistenza.
Lei da un lato che secondo me,non voleva me ne andassi,tanto meno io dall'altro,che di questo posto mi sono totalmente innamorato,ma ora sento nuovamente la spinta e il desiderio di continuare il mio viaggio.
Nella poesia di guardare l’alba un ultima volta dalla finestra della mia camera,alle 6 di mattina,ancora molto assonnato per via della serata precendente passata al reggae bar a bere Gorka e a fumare erba montana offerta dai padroni del locale,mi sono dimenticato il portafogli con il passaporto nella stanza accorgendomene solo al momento di pagare il biglietto per Pohkara alla biglietteria.
Dopo aver lasciato gli zaini in deposito dal bus,sono saltato sul primo rischò trovato e in una rocambolesca corsa a zig zag tra taxi e moto ho recuperato e messo al sicuro il portafogli.
Al mio rientro alla stazione del bus,in uno stato interiore di nervosismo,il sole ha iniziato a brillare,grazie alla dolcezza esplosiva e inaspettata di un cagnetto che mi ha riempito di coccole e baci e all’ottima colazione fatta con 5 banane,comprate dalla bancarella/bicicletta per 40 rupie,il buonumore e il piacere della scoperta sono tornati a essere miei fidati compagni di viaggio.
Il viaggio verso Pohkara che inizialmente doveva durare 7 ore,e’ finito causa un incidente fra Tourist Bus,per durare 12 ore,nelle quali ho potuto ammirare da un lato un paesaggio ancora incontaminato,fatto di foreste e fiumi,intere zone coltivate a banani e alcuni villaggi ancora quasi totalmente costruiti usando materie prime naturali,come legna,pietra e sopratutto argilla e dall’altro confermare il fatto che la fatica fisica e’ la forma lavoro principale in Nepal.
Intere Squadre di uomini,armati solo di piccone,badile e una ciotolina da riso,intenti a scavare profonde buche ogni 2 metri,per poi inserirci a mano i piloni di cemento che andranno a formare il guard rail di sicurezza a bordo strada.
E molte donne,l’arteria di trasporto delle materie prime in Nepal,intente a trasportare nelle tipiche ceste in bamboo fissate in fronte,ogni sorta di materiale su e giu' per la pericolosa strada montana.
A Pohkara ho affittato per 700 rupie una barchetta a remi per tutta la giornata e dopo aver girato un po’ il Phewa Lake sono andato a visitare lo Shanti Stupa o Word Peace Pagoda passando per il sentiero che parte dalla parte piu’ interna del lago.
Una salita continua di 45 minuti,tra mulattiere e sentieri in terra,che mette a dura prova le gambe,ma che ripaga di ogni fatica una volta arrivati in cima, grazie alla stupenda vista che si apre sul lago e su Pokhara intera e per il gigantesco Stupa bianco,simbolo di pace,con le sue raffigurazione del Bhudda in oro.
Dopo qualche giorno passato a visitare i laghi minori Rupa Lake e Begnash Lake e i templi induisti fuori citta’,dopo aver finalmente capito come poter raggiungere in 17 ore di local bus,il confine Indiano più a ovest del Nepal,la frontiera Banbasa-Mahedranagar,mi sono dedicato allo studio dei tatuatori presenti in citta’,per tatuarmi“Vivi il momento presente” in Nepalese insieme agli occhi di Buddha,prima di lasciare il Nepal,una volta tornato dal trekking sull’Annapurna insieme a Giovanni,un ragazzo di Genova,cantante degli Z-Town,conosciuto in Kathmandu.
Giovanni dopo aver girato l’ovest del Nepal insieme all’associazione no profit,Finale for Nepal,aveva ancora un mese e mezzo circa per vagare in questa meravigliosa terra e complice l’esserci trovati molto in sintonia sin da subito e l’aver scoperto di avere molte idee e valori in comune,abbiamo deciso farci questa ascesa a 4130 mt verso L’Annapurna Base Camp insieme.
Mi e’ bastata qualche ora qui a Pohkara,per rendermi conto che come citta’,e’ molto più turistica e quindi molto più costosa di Kathmandu,ogni articolo costa in media la meta’ se non il doppio in piu’,ovviamente come in ogni grande citta’,mano mano che si esce dalla zona turistica i prezzi calano ma Pokhara e’ molto dispersiva e formata da lunghi vialoni,a differenza di Kathmandu che a parer mio conserva il fascino dell’Asia dell’avere tutto ammassato ad ogni angolo.
Qui a Pohkara se hai i soldi puoi fare tutto,dal parapendio alle discese di Downhill in bicicletta,dal correre come un criceto in gabbia in un pallone trasparente sul lago al divertirti la notte in ogni modo tu possa desiderare.
Esattamente il tipo di posto e di mentalita’ che mi schifa ogni giorno di piu’,gran parte di cio’ che mi spinge oggi a essere qui a viaggiare con il desiderio di trovare un altro stato di essere a questo mondo.
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